Martedì 27 ottobre 2026, Israele torna alle urne per eleggere i 120 membri della Knesset, il Parlamento nazionale. Queste sono le prime elezioni legislative dopo gli attacchi di Hamas del 7 ottobre 2023 e gli anni di conflitto che hanno segnato il Paese.
Per Benjamin Netanyahu, queste elezioni rappresentano un momento cruciale per difendere la sua leadership, in un contesto di tensioni interne, operazioni militari e divisioni nell'opinione pubblica.
Il principale sfidante è Gadi Eisenkot, ex capo di Stato maggiore delle forze armate israeliane e leader del partito Yashar, figura di spicco dell'opposizione.
I seggi sono stati aperti alle 7 del mattino, ora locale, e chiuderanno alle 22, corrispondenti alle 21 in Italia. Dopo la chiusura, sono attese le prime proiezioni televisive, mentre i risultati ufficiali saranno annunciati il 4 novembre.
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I primi dati della Commissione elettorale centrale mostrano un'affluenza significativa fin dalle prime ore. Alle 10, ora locale, aveva votato il 16,68% degli aventi diritto, circa 1,2 milioni di persone. Questo dato supera di 0,78 punti percentuali quello delle elezioni del 2022. Secondo i media israeliani, è uno dei livelli di partecipazione più alti registrati nelle prime ore di una consultazione elettorale negli ultimi decenni.
Anche tra i militari, la partecipazione è stata superiore rispetto alle precedenti elezioni. Le forze armate israeliane hanno comunicato che alle 10 aveva già votato il 30% del personale, rispetto al 25,7% del 2022.
Le operazioni di voto nelle basi militari sono iniziate una settimana prima, con circa 850 seggi allestiti. L'aumento dell'affluenza potrebbe influire notevolmente in una competizione che, secondo gli ultimi sondaggi, appare molto equilibrata.
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Il principale interrogativo è se uno dei due schieramenti riuscirà a ottenere i 61 seggi necessari per controllare la Knesset. Le ultime rilevazioni prima del voto descrivono un testa a testa tra il blocco di Netanyahu e quello dell'opposizione, con Eisenkot in una posizione centrale. Nessuna delle due coalizioni sembra in grado di raggiungere autonomamente la maggioranza assoluta.
Questo scenario potrebbe portare a complesse trattative tra i partiti, rendendo determinante il ruolo delle formazioni minori e la loro disponibilità a sostenere un nuovo governo. Netanyahu, figura centrale della politica israeliana da oltre trent'anni e il primo ministro più longevo del Paese, affronta una delle sfide elettorali più delicate della sua carriera. Eisenkot si propone come un'alternativa per ricostruire la fiducia nelle istituzioni e superare le divisioni degli ultimi anni.
Link to Eisenkot visita il kibbutz Nir Oz prima di votareEisenkot visita il kibbutz Nir Oz prima di votare
Prima di recarsi al voto ad Ashdod, Gadi Eisenkot ha visitato il kibbutz Nir Oz, una delle comunità più colpite dagli attacchi del 7 ottobre 2023. L'ex generale era accompagnato da Gadi Mozes, sopravvissuto alla prigionia, con cui ha condiviso un momento simbolico. Eisenkot ha ricordato le sofferenze della popolazione israeliana e ha ribadito l'impegno per la ricostruzione del Paese, sottolineando la necessità di restituire sicurezza e fiducia ai cittadini.
La visita è stata uno dei momenti più significativi della mattinata elettorale, riportando l'attenzione sulle conseguenze degli attacchi del 2023 e sulla gestione della sicurezza nazionale. Successivamente, il leader dell'opposizione si è recato al seggio di Ashdod, accolto da numerosi sostenitori.
Link to Herzog vota a Gerusalemme e invita alla partecipazioneHerzog vota a Gerusalemme e invita alla partecipazione
Tra i primi a votare c'è il presidente israeliano Isaac Herzog, che ha espresso il suo voto insieme alla moglie Michal in un seggio del quartiere Rehavia, a Gerusalemme. Herzog ha sottolineato l'importanza della partecipazione democratica, invitando i cittadini a esercitare il proprio diritto di voto e a rispettare i principi fondamentali delle istituzioni.
Il presidente ha auspicato che la giornata elettorale si svolga in un clima di rispetto e responsabilità, nonostante le profonde divisioni politiche nel Paese.
Diversi leader di partito hanno votato nelle prime ore, accompagnando il voto con appelli ai propri elettori. Il ministro delle Finanze Bezalel Smotrich ha votato a Kedumim, in Cisgiordania, invitando i sostenitori a mobilitarsi. Il ministro della Sicurezza nazionale Itamar Ben-Gvir ha votato in un insediamento israeliano nei territori occupati. Yair Golan, leader dei Democratici, ha presentato il voto come un'opportunità per cambiare la direzione politica del Paese.
Link to Familiari degli ostaggi in piazza a Tel Aviv, appello al cambiamentoFamiliari degli ostaggi in piazza a Tel Aviv, appello al cambiamento
La giornata elettorale è segnata anche dalle iniziative dei familiari degli ostaggi, riuniti a Tel Aviv per lanciare un appello alla popolazione. I partecipanti hanno invitato gli israeliani a votare per il cambiamento, chiedendo giustizia e un futuro diverso dopo anni di guerra.
La questione degli ostaggi e le conseguenze degli attacchi del 7 ottobre restano temi sensibili nel dibattito pubblico israeliano.
Le famiglie chiedono risposte alle istituzioni e maggiore attenzione alle conseguenze umane del conflitto, mentre la sicurezza nazionale rimane un tema centrale della campagna elettorale. Il voto si svolge quindi in un clima emotivamente complesso, dove le scelte politiche si intrecciano con il ricordo delle vittime, le richieste di responsabilità e le prospettive di stabilità.
Link to Tensioni in Cisgiordania, incendiati veicoli palestinesiTensioni in Cisgiordania, incendiati veicoli palestinesi
Mentre in Israele si vota, dalla Cisgiordania giungono notizie di nuove tensioni. Secondo l'agenzia palestinese Wafa, alcuni coloni israeliani avrebbero incendiato tre automobili nel villaggio di Umm Safa, a nord-ovest di Ramallah, la notte prima delle elezioni.
Il responsabile del consiglio locale, Marwan al-Sabah, ha riferito che gli aggressori sarebbero entrati nel villaggio dopo la mezzanotte, incendiando i veicoli e lasciando scritte razziste su alcuni edifici. La consultazione elettorale coincide con un rafforzamento delle misure di sicurezza israeliane in Cisgiordania, dove sono stati segnalati blocchi stradali e limitazioni agli spostamenti della popolazione palestinese. Secondo i dati dell'amministrazione palestinese, le operazioni militari avrebbero provocato lo sfollamento di 4.969 persone appartenenti a 780 famiglie.
Difficoltà particolari sono state segnalate nell'area di Ramallah, dove la chiusura di diversi accessi e l'istituzione di posti di controllo hanno ostacolato la circolazione. L'agenzia Wafa riferisce inoltre di operazioni delle forze israeliane in alcune località della zona di Jenin, accompagnate da arresti e interrogatori.
Link to David Grossman: Israele deve ritrovare dialogo e speranzaDavid Grossman: Israele deve ritrovare dialogo e speranza
Nel giorno delle elezioni, lo scrittore israeliano David Grossman ha espresso preoccupazione per le divisioni che attraversano la società in un'intervista a Repubblica. Secondo Grossman, il Paese si trova davanti a una scelta che va oltre la semplice alternanza politica. Lo scrittore ha descritto una società profondamente polarizzata, dove il confronto tra posizioni opposte rischia di impedire la costruzione di una prospettiva condivisa.
Grossman ha auspicato il ritorno a una democrazia fondata sul dialogo, sull'uguaglianza e sull'attenzione al benessere collettivo, criticando una visione della sicurezza nazionale basata esclusivamente sulla forza militare. Ha inoltre manifestato il timore che l'attuale clima politico possa alimentare ulteriormente le divisioni interne e compromettere le possibilità di una futura soluzione pacifica dei conflitti.
Le sue parole riflettono una parte del dibattito culturale israeliano, nel quale la consultazione del 27 ottobre è vista anche come un passaggio decisivo per l'identità democratica del Paese.
Link to Come funzionano le elezioni israeliane e quando arriveranno i risultatiCome funzionano le elezioni israeliane e quando arriveranno i risultati
Alle elezioni partecipano 36 liste, che si contendono i 120 seggi della Knesset. Gli aventi diritto sono complessivamente 7.331.981, distribuiti su 12.018 seggi elettorali. Il sistema israeliano prevede una rappresentanza proporzionale nazionale, con una soglia di sbarramento del 3,25%. Gli elettori votano per una lista di partito e non direttamente per un candidato alla carica di primo ministro. Nelle località più piccole e in alcune strutture particolari, come ospedali e istituti penitenziari, gli orari di voto sono ridotti rispetto a quelli ordinari.
Dopo la chiusura delle urne, prevista alle 22 locali, le principali emittenti televisive diffonderanno gli exit poll. La proclamazione ufficiale dei risultati è prevista per il 4 novembre. A quel punto inizierà la fase delle consultazioni per la formazione del governo. Il presidente della Repubblica affiderà l'incarico al leader ritenuto maggiormente in grado di ottenere il sostegno di almeno 61 parlamentari.
Il candidato incaricato avrà inizialmente 28 giorni per costruire una maggioranza, con la possibilità di ottenere una proroga di ulteriori 14 giorni. Qualora il tentativo fallisse, l'incarico potrebbe essere assegnato a un altro esponente politico. Se nessuna soluzione dovesse risultare praticabile, il Paese potrebbe essere chiamato nuovamente alle urne.
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