Eredità Agnelli, Margherita si costituisce parte civile contro il figlio John Elkann

di

Emilia Morelli

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Eredità Agnelli, Margherita si costituisce parte civile contro il figlio John Elkann

Eredità Agnelli, Margherita si costituisce parte civile contro il figlio John Elkann

Link to Nuovo capitolo nella lunga battaglia per l'eredità Agnelli. Margherita Agnelli ha chiesto di costituirsi parte civile nel processo che vede imputato il figlio John Elkann per presunta truffa ed evasione fiscale. La richiesta di risarcimento supera 1,3 milioni di euroNuovo capitolo nella lunga battaglia per l'eredità Agnelli. Margherita Agnelli ha chiesto di costituirsi parte civile nel processo che vede imputato il figlio John Elkann per presunta truffa ed evasione fiscale. La richiesta di risarcimento supera 1,3 milioni di euro

agnelliLa guerra sull'eredità della famiglia Agnelli si arricchisce di un nuovo e clamoroso capitolo. Margherita Agnelli ha chiesto ufficialmente di costituirsi parte civile nel procedimento penale che vede imputato il figlio John Elkann nell'ambito dell'inchiesta sulla successione di Marella Caracciolo, vedova dell'Avvocato Gianni Agnelli. La richiesta è stata presentata nel corso dell'udienza tenutasi oggi a Torino e rappresenta uno dei passaggi più delicati di una vicenda che da oltre vent'anni alimenta tensioni familiari, battaglie legali e inchieste giudiziarie.

Secondo quanto riferito dai legali di Margherita, la richiesta di costituzione di parte civile è accompagnata da una domanda di risarcimento pari a circa 1,3 milioni di euro per presunti danni morali subiti nel corso della vicenda successoria.

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L'avvocato Dario Trevisan, che assiste Margherita Agnelli, ha spiegato che la sua cliente si considera vittima di quello che definisce un "articolato piano fraudolento" volto a escluderla dalla successione dei genitori e dal controllo di partecipazioni ritenute strategiche all'interno della holding di famiglia Dicembre.

La richiesta di danni non riguarda quindi soltanto gli aspetti patrimoniali della controversia, ma anche le conseguenze personali e familiari che la lunga disputa avrebbe provocato nel corso degli anni. Una scelta che rende ancora più profondo il conflitto tra madre e figlio, ormai combattuto contemporaneamente su più fronti giudiziari tra Italia e Svizzera.

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Al centro della controversia resta la successione di Marella Caracciolo, morta nel 2019. La questione ruota principalmente attorno alla residenza fiscale della vedova di Gianni Agnelli e alla validità degli accordi successori firmati in Svizzera nel 2004.

Margherita sostiene da tempo che la madre fosse in realtà residente in Italia e che alcuni atti successori e trasferimenti patrimoniali debbano essere rivalutati alla luce della normativa italiana. Una tesi che, se accolta in sede giudiziaria, potrebbe avere conseguenze rilevanti sugli assetti proprietari della cassaforte finanziaria della famiglia Agnelli.

La disputa riguarda infatti non soltanto beni personali, opere d'arte e patrimoni finanziari, ma anche il controllo della società Dicembre, che rappresenta il fulcro della governance familiare e attraverso la quale passa il controllo di partecipazioni strategiche come quelle detenute in Exor.

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Di segno completamente opposto la posizione dei legali di John Elkann. La difesa sostiene che Margherita Agnelli non sia mai stata esclusa dalla successione e ricorda come nel 2004 abbia ricevuto un accordo patrimoniale dal valore di oltre un miliardo di euro.

Secondo i difensori del presidente di Stellantis, la richiesta di danni morali sarebbe priva di fondamento e non riguarderebbe in alcun modo gli attuali assetti societari dell'impero industriale costruito dalla famiglia Agnelli.

La linea difensiva punta inoltre a separare il procedimento penale dalle rivendicazioni ereditarie, sostenendo che le questioni patrimoniali debbano essere affrontate nelle sedi civili competenti.

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La battaglia giudiziaria affonda le sue radici nella successione di Gianni Agnelli. Nel 2004 Margherita firmò un accordo con il quale rinunciava a ulteriori pretese ereditarie in cambio di un consistente patrimonio composto da liquidità, immobili e opere d'arte. Negli anni successivi, però, ha più volte sostenuto che l'effettiva consistenza del patrimonio familiare fosse molto superiore rispetto a quella conosciuta al momento dell'intesa.

Da allora si sono susseguiti procedimenti civili, ricorsi internazionali, sequestri, indagini fiscali e contenziosi che hanno coinvolto numerosi membri della famiglia e diversi professionisti che negli anni hanno gestito il patrimonio degli Agnelli.

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L'udienza odierna non ha prodotto decisioni definitive. Il tribunale ha infatti rinviato il procedimento all'11 settembre, quando i giudici saranno chiamati a pronunciarsi anche sulla richiesta di costituzione di parte civile avanzata da Margherita Agnelli.

Nel frattempo la vicenda continua a rappresentare uno dei più complessi contenziosi familiari e patrimoniali d'Europa. Un intreccio tra successioni, fiscalità internazionale e controllo societario che va ben oltre il semplice conflitto tra eredi e che potrebbe avere ripercussioni anche sugli equilibri della galassia finanziaria costruita dalla famiglia Agnelli.

Per ora resta l'immagine simbolica di una madre che chiede i danni al proprio figlio davanti a un tribunale. Un passaggio che mostra come la lunga guerra per l'eredità dell'Avvocato sia ancora lontana dalla conclusione.

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